f

WOODCUT

IMPRONTE LIGNEE

a cura di Marco A. Mutinati
Pubblicato il 30/07/2012

Ho conosciuto il legno da bambino nella ebanisteria di famiglia. Noce, rovere, mogano. Ricordo ancora il profumo del massello appena tranciato, le nervature ribelli delle doghe non essiccate. Indelebili.

Un’immagine mi riporta a quel tempo e alle sue emozioni mentre la mente dell’adulto che pur ogni giorno si appassiona al legno accarezza concetti che nel quotidiano difficilmente dimorano: tempo, esistenza, vita, unicità.
Curioso, indago.
E’ Bryan Nash Gill, americano del Connecticut, l’artista a cui devo il merito di ricondurmi all’essenza amplificando il mio mondo emozionale.

Gill racconta la vita partendo dalla sua fine.
Legni riciclati, tronchi ormai abbattuti di una natura troppo vera per poter servire i consumi, esistenze troppo imperfette per poter piacere, cortecce testimoni del tempo.

Lo immagino mentre taglia a sezioni trasversali i blocchi con la motosega perché diventino matrici, le leviga, le ricopre di gommalacca per amplificare i segni del passato. Con le mani cosparge le superfici di un sottile strato di inchiostro, le copre con grandi fogli di carta washi e pressa con le sue forze, passaggio dopo passaggio, perché ogni traccia di quelle esistenze non vada dispersa. Anelli di vita. Impronte uniche.

Semplicemente commovente.

 

“Woodcut” di Bryan Nash Gill è pubblicato da Princeton Architectural Press

ISBN 9781616890483 - publication date 4/12/2012 - 8 x 9 inches (20.3 x 22.9 cm), Hardcover
128 pages, 100 color illustrations
http://www.papress.com/html/book.details.page.tpl?isbn=9781616890483

bswoodc1109              114bswoodc2bswoodc3bswoodc4bswoodc5bswoodc7bswoodc8bswoodc9bswoodc11152